C’è un vecchio rimedio per ottenere soldi in fretta, che è tornato di moda ai tempi del Coronavirus: è il prestito su pegno, con cui si può trovare liquidità in pochissimo tempo.

Si impegnano i “gioielli di famiglia”, monili d’oro, con o senza pietre preziose, ma anche orologi, tappeti, quadri, pellicce, monete da collezione e altri beni di valore. E’ una soluzione tampone, per fronteggiare esigenze di liquidità temporanee risolvibili a stretto giro.

Quasi tutte le banche hanno attivo un servizio di questo tipo, che svolgono direttamente o con società collegate. Per il cliente non è importante, bisogna sempre rivolgersi allo sportello della propria filiale. Per chi vuole una valutazione, ma solo indicativa, alcuni istituti offrono delle app per calcolare il valore del bene online.

C’è chi, come “Affide”, la società che gestisce lo storico Monte di Pietà, o Monte dei Pegni, preferisce chiamarlo “credito su stima”, perché il meccanismo di concessione funziona così: la banca fa la stima dei beni presentati, calcola una valutazione e concede un prestito che di solito arriva ai due terzi del valore. La somma può essere erogata cash, (purché non si superi il limite di legge di 2mila euro) con bonifico.

Il prestito è garantito dall’oggetto, che viene dato in pegno e viene custodito dalla banca per l’intera durata del finanziamento. Il proprietario riceve i soldi e una polizza che vale come titolo per consentirgli di riscattare l’oggetto alla scadenza, restituendo il capitale e pagando gli interessi e le spese.

Questi finanziamenti hanno un termine breve, di solito fra i tre e i sei mesi e comunque mai oltre un anno; ma, è possibile, rinnovare il prestito alla scadenza e proseguire il finanziamento ad analoghe condizioni.

Se il proprietario non riesce a restituire la somma ricevuta, la banca tratterrà l’oggetto, lo metterà in vendita all’asta al miglior offerente e si soddisferà sul ricavato. E’ un’eventualità rara: il 95% dei prestiti viene riscattato, solo il 5% finisce all’incanto.

Discorso analogo per i compro oro, che non rientrano nell’elenco le attività aperte durante l’attuale fase di emergenza Covid-19.

Open chat
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: