Un piccolo cinese, chiamato John John, era diventato lo zimbello di tutti i cercatori d’oro che sostavano a Weaverville, quando la California era diventata il nuovo Eldorado: lui, per mesi, aveva lavato i vestiti dei minatori senza chiedere alcun compenso. Ovviamente, gli scaltri cercatori ne approfittarono abbondantemente, sentendosi, peraltro, molto più furbi dello stupido cinese. Ma John John non era poi così sprovveduto e fece la sua fortuna senza troppa fatica e nessun rischio.

Nel giro di un anno, tutto cambiò in California, da poco divenuta parte degli Stati Uniti. Gli operai di Marshall lasciarono il lavoro per dedicarsi alla ricerca dell’oro e la segheria fu abbandonata, mentre un’orda di avventurieri di ogni genere occupava il territorio, tanto che Marshall fu costretto a lasciare il suo appezzamento di terra: non si rifece mai più e alla fine morì in miseria.

La Gold Rush, o corsa all’oro, non portò in California solo cercatori d’oro che giungevano da tutto il mondo per fare fortuna: con loro arrivarono anche quanti cercarono di sfruttare quella febbre che aveva contagiato migliaia di persone. C’era chi metteva su negozi per fornire i cercatori, chi apriva saloon, e poi ciarlatani, giocatori d’azzardo e avventurieri che cercavano di lucrare sui guadagni dei minatori. Per molti, fu più redditizio offrire servizi ai cercatori, piuttosto che tentare il colpo grosso inseguendo il sogno di trovare una ricca vena aurifera. Per inciso, pochi minatori divennero veramente ricchi, al contrario di Levi Strauss, ad esempio, che fece fortuna con le sue salopette di tela jeans.

Ogni cercatore pagava per dormire in un letto pulito, mangiare un pasto caldo, e anche per farsi lavare i vestiti fangosi indossati mentre stava a mollo nei fiumi. Lavare gli indumenti dei minatori: questa fu la brillante intuizione del piccolo cinese di cui non si saprà mai il vero nome. John John, ripuliva i vestiti dei minatori non solo dal fango, ma anche dalla polvere d’oro rimasta intrappolata nei tessuti, e talvolta anche da minuscole pepite d’oro dimenticate nelle tasche e si arricchì.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: