Oro 18 kt vuol dire che il prezioso metallo contiene 18 parti di oro puro su 24; dove per 24 carati si intende il metallo allo stato puro.

L’oro 18 kt è, quindi una lega costituita, per esprimerla nel sistema decimale, da 750 parti di oro puro su 1000, le rimanenti 250 parti sono composte da altri metalli che possono essere il rame, l’argento, il platino.

E’ stato necessario legare l’oro puro con altri metalli nelle proporzioni stabilite dalla legge perché l’oro puro è troppo duttile e la sua lavorazione, soprattutto per ottenere monili, molto difficoltosa; un esempio per tutti: un anello di oro puro si potrebbe piegare addirittura con la sola forza delle dita e non potrebbe essere lucidato a specchio.

Ma questi, sono soltanto due aspetti esteriori delle tante altre difficoltà che si incontrerebbero nelle infinite lavorazioni di questo straordinario metallo.

Le differenti tonalità dell’oro sono date, proprio, dalle diverse percentuali dei metalli che si aggiungono all’oro puro.

Alcuni esempi: avremo l’oro rosso 18 kt, se nella lega sono presenti 750 parti di oro puro (giallo) e 250 parti di rame.

Il colore giallo splendente 18 kt, il più usato, è dato da 750 parti di oro puro unite a 166,66 parti di argento e 83,33 di rame.

Il colore dell’oro verde, detto anche etrusco, si ottiene fondendo insieme sempre 750 parti di oro puro con 250 parti di argento puro.

E il colore dell’oro bianco?

L’oro esiste in natura, più o meno puro, ma sempre di colore giallo, l’oro bianco non esiste, è una lega creata dall’uomo, per ottenere questo richiestissimo colore al titolo sempre 18 kt, è necessario fondere insieme 750 parti di oro puro con 250 parti di nichel puro.

Come visto, nelle leghe 18 kt l’oro puro deve comparire sempre nella percentuale di 750 su 1000, mai al di sotto, pena la denuncia per frode nei confronti del produttore.

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